La Storia di Baja Sardinia

Fu nell'ottobre del 1961 che l'imprenditore e artista romagnolo Domenico Gentili, come egli stesso racconta, acquistò dalla nota famiglia dei Ragnedda un terreno a Cala Battistoni, ribattezzata poi da egli stesso Baja Sardinia, dopo la progettazione e costruzione di un villaggio turistico.

Ancora non esistevano strade asfaltate, sistemi di fornitura di acqua, tanto meno il telefono e figuriamoci la rete elettrica. Vennero allora scavati pozzi, raddrizzati i muretti, seminati pinoli per rimboschire la pineta della zona e sistemata la spiaggia.

Il primo albergo era un forte della prima guerra mondiale trasformato in hotel; il nome lo diede una delle vecchie auto portate dal Gentili per l'occasione in Sardegna, la quale, arrancando per la strada sterrata e polverosa arrivò sbuffando al vecchio forte e così fu il "Tuf Tuf Hotel".

Poi si passò alla ristrutturazione dello "stazzu" dell'ex proprietario del terreno che venne trasformato in un ristorante "il Pappagallo", nato sulle orme dell'omonimo e intramontabile ristorante, il Pappagallo di Bologna. Mascotte del ristorante sardo diventò un vero pappagallo di nome Oreste che, all'entrata del locale, dava il benvenuto ai clienti.

Iniziarono la costruzione di due villette e delle infrastrutture necessarie: acquedotto, fognature, gruppo elettrogeno per l'elettricità. Il 14 luglio 1962 alle ore 18, fra una nuvola di polvere arrivarono le autorità civili e militari e fu inaugurato il complesso; accompagnati dalla musica dall'orchestra di Hengel Gualdi e dal canto di Andrea Mingardi. Oggi a Baja Sardinia, ci sono più di quattrocento tra ville ed appartamenti, oltre tredici alberghi, ristoranti, negozi e supermercati.